mercoledì 12 luglio 2017

Les Friches e Borgofuturo: un'affinità lungimirante



La collaborazione con il festival Borgofuturo, che si tiene ogni due anni nella suggestiva cornice di Ripe San Ginesio (MC) , prosegue con sempre maggiore stima e contaminazione. E’ un legame oramai! Le tematiche cardine del progetto Borgofuturo sono affini al nostro modo di lavorare e di intendere lo stare insieme e il fare comunità. 



Le nostre iniziative hanno cercato di coniugarsi con le idee portate avanti dal festival e dalla libreria Nautilus con la quale è iniziato il confronto già da aprile. La piazzetta dei bambini è stato teatro di diverse iniziative, delicate e interessanti, che hanno sposato le linee guida che erano state indicate. Perché questo festival è differente anche nella proposta che fa alle famiglie e a tutti coloro che si prendono cura dell’educazione dei bambini e delle bambine. 



Di solito abbiamo difficoltà a partecipare a dei festival, spesso autoreferenziali, anche se blasonati o oramai diventati storici, perché l’attenzione che pongono nei confronti dell’infanzia è spesso risibile e poco curata, senza un pensiero pedagogico dietro. A Borgofuturo questo non succede perché è un festival che spinge a stimolare il pensiero e la mente, a non impigrire e a crescere nel confronto con l’altro. 



Questo lo si può leggere su più livelli, dalle proposte musicali a quelle letterarie, ai dibattiti e alla scelta degli stand. Non è quindi un caso che Les Friches abbia stretto con questa realtà un sodalizio stimolante e stabile. Quest’anno (8-9 luglio)abbiamo proposto “C’era due volte”, un percorso di due appuntamenti che, partendo da un albo illustrato, portava alla realizzazione creativo-grafico-manuale di un ricordo. 



Le relazioni sono state alla base di queste due attività, attraverso un momento maieutico iniziale, i partecipanti hanno indagato la loro intimità parlando di emozioni,  pensieri, sensazioni che poi hanno trasferito su un foglio bianco. I materiali a disposizione e le dinamiche di svolgimento erano ovviamente sotto il segno di #LesFrichesStyle



Di questi due pomeriggi ricordiamo la leggerezza, l’atmosfera e quella meravigliosa sensazione che rende piacevole lo stare insieme. Borgofuturo è un’intuizione, ti entra dentro, diventi un po’ come questo piccolo borgo medievale che per alcuni giorni racchiude in sé le infinite potenzialità del pensiero e del confronto. 

martedì 11 luglio 2017

Dalla voce di quanti hanno partecipato scopriamo come QUIsSI GIOCA!_Recanati ha creato una comunità educante



E’ sempre un po’ complesso rielaborare le sensazioni dopo un lungo percorso progettuale come quello che abbiamo realizzato a Recanati coinvolgendo tre classi del terzo anno del Liceo di Scienze Umane “Giacomo Leopardi” e bambini della Scuola dell'infanzia "Aldo Moro", gruppo verde-sezione 5 anni e due classi della scuola primaria "Lorenzo Lotto".  I ragazzi, attraverso un percorso di formazione-autoformazione con noi, hanno progettato della attività, sempre sotto la nostra supervisione e quella delle insegnanti di riferimento, per i bambini a loro affidati, in modo da intraprendere un percorso di progettazione partecipata volto a realizzare in autocostruzione alcuni piccoli elementi o contesti esperienziali all’interno del giardino della scuola dell’infanzia Aldo Moro di Recanati.  

Lo specifico approccio dell’associazione, #LesFrichesStyle, ha dialogato con le discipline d’indirizzo (Psicologia, Pedagogia, Sociologia e Antropologia) del triennio del Liceo di Scienze Umane, integrando il piano di studi dei ragazzi del terzo e traducendo, molta della teoria che apprendono a scuola, in azione pratico-progettuale.   

La Prof.ssa Maria Letizia Capparucci, referente del progetto, così descrive perché l’idea alla base di QUIsSI GIOCA! ha delle finalità incredibilmente positive “Uno degli scopi primari di un percorso del genere è quello di far esercitare ai ragazzi abilità di osservazione ed esplorazione in contesti reali, secondo la logica ermeneutica della pedagogia che utilizza i criteri della descrizione e dell'interpretazione e si formalizza nella dialettica teoria-prassi-teoria contestualizzando la triplice esigenza di fondazione teorica (sistema di ipotesi), di traduzione (e di verifica) empirica, di riformulazione teorica, secondo un continuo interscambio con saperi differenti e molteplici, pluralità dei punti di vista e modi diversi di codificazione del reale”. La professoressa di Scienze Umane aggiunge inoltre che “L'esperienza di progettazione partecipata è stata particolarmente apprezzata dai ragazzi, soprattutto per l'empowerment sociale di cui hanno beneficiato, comprendendo che il “fare comunità” è un insieme che ha in sé le conoscenze, le risorse e il potenziale organizzativo e di leadership non solo per mettere  in gioco le personali conoscenze ed abilità, ma anche per realizzare un cambiamento costruttivo a favore dell'Altro.”


Il progetto ha visto coinvolti anche i bambini della scuola dell'infanzia "Aldo Moro", gruppo verde-sezione 5 anni, perché il giardino della loro scuola era l’area di interesse del progetto. La referente per questa struttura, la maestra Roncaglia Rosita così commenta il percorso fatto il giardino della nostra scuola si è animato di  attività ludico-educative finalizzate a una prima conoscenza “consapevole” dello spazio aperto a nostra disposizione. Abbiamo annusato, toccato con gli occhi, visto con le mani alcuni degli elementi naturali presenti nel nostro giardino: rametti, pigne, foglie, sassi. I ragazzi delle superiori sono stati ottimi maestri”.

 

Si è notato che la tipologia di attività ha permesso anche ai pochi bambini che solitamente appaiono più restii a mettersi in gioco, soprattutto nel grande gruppo, di acquisire fiducia nelle proprie capacità grazie anche al supporto prezioso e attento dei ragazzi più grandi. E le insegnanti stesse hanno seguito con attenzione questo progetto, come un percorso formativo, perché anche a loro questa esperienza è molto servita per riflettere sull’importante ruolo di “regia educativa”mostrando la semplicità a volte di rendersi promotori di creatività solo fornendo ai bambini un sostegno graduale e curando il contesto delle esperienze in ogni loro parte. 

QUIsSI GIOCA! ha visto la partecipazione anche di due classi della scuola primaria "Lorenzo Lotto" le cui insegnati così commentano il percorso “I bambini, dopo un iniziale momento di titubanza, si sono tuffati, con entusiasmo crescente, nelle varie attività proposte dai ragazzi del Liceo di Scienze umane, mettendo in atto tutta la loro creatività e la loro fantasia. Hanno potuto sperimentare sul campo, o per meglio dire,“nel giardino”, le loro capacità inventive e pratiche, avendo modo poi di apprezzarne i risultati concreti.

E’ stata un’occasione, anche per noi insegnanti, di provare ad attuare un modello di apprendimento diverso e più motivante, un esempio di come veicolare l’azione pedagogica verso una direzione più concreta e pratica, mediante la presentazione di un problem solving che ha attivato in un modo piacevolmente sorprendente le meravigliose capacità creative dei bambini.“

 
Questi interventi testimoniano come progetti di questo tipo si muovano con estrema efficacia su più fronti: dalla progettazione partecipata all’educazione all’aperto, dalla percezione dello spazio e del rischio alle potenzialità del  fuori come spazio educativo, dal concetto di bambino competente a quello di autonomia e libertà di pensiero. L’intergenerazionalità e la grande varietà di soggetti coinvolti hanno dato vita ad una comunità educante che ha lavorato insieme per un obiettivo comune: ripensare uno spazio seguendo le esigenze e i bisogni reali dei bambini in armonia con le sue caratteristiche e le sue potenzialità. Il giardino della scuola Aldo Moro è stata aula didattica, luogo di confronto, di scambio e di gioco, terreno di prova, spazio da vivere e osservare. 

Il Fuori in questo progetto è stato il punto focale, ognuno l’ha colto, usato o tradotto come meglio credeva perché adatto a tutti e  non esiste un'età preclusa. Progettare insieme attività e spazi di apprendimento facendo diventare, nella pratica, gli studenti del liceo di Scienze Umane, delle figure educative, dando corpo e concretezza ai loro studi, è stata la chiave di volta di un progetto cooperativo ed ambizioso che speriamo veda altre edizioni e coinvolga sempre un numero maggiore di soggetti e realtà.
I ragazzi del Liceo di Scienze Umane hanno dato vita ad una documentazione video del percorso fatto, lo trovate QUI.

venerdì 30 giugno 2017

Continua con entusiasmo la collaborazione tra Les Friches|fattoamano e Azar Comunicazione.



 
Una selezione di nostri prodotti Les Friches|fattoamano, tra i più simpatici e originali, li abbiamo realizzati per Azar Comunicazione e li potete trovare nel loro spazio Tandem. Qui la fotografia sposa il web design e la grafica strizza l’occhio ad un’oggettistica creativa. Se entrando vi sentiste come a casa, sappiate che è una sensazione comune a molti. I ragazzi che lo gestiscono sono divertenti e leggeri, per questo passare i pomeriggi da loro diventa un piacere. Hanno da sempre una grande attenzione per una fotografia analogica, pura, romantica senza però ignorare i tempi e il mercato. Questo negozietto sembra un luogo in transito, tra il nuovo e il vecchio mondo, e si ha sempre e comunque la sensazione di essere accolti con sincerità e estrema professionalità. Gli oggetti che Da Tandem ospita vogliono presentarsi...a loro la parola allora!



"Sono BeN, sono sia Bianco che Nero, piccolo e grazioso, posso stare in borsa, in tasca oppure al collo. Sono un ciondolo adatto a tutti, a chi disegna, scrive o pensa un po’".



"Ci sono anch'io eccomi qua, sono scoprimi. Custodisco ciò che vuoi ricordare! Mi infilo tra i libri, mi appoggio su un piano, se vuoi mi puoi appendere ad una parete. Posso essere un’originale cornice per una foto polaroid e una custodia per una usb."

"Sono sfogliami, un porta foto da smazzare! Appoggiato in orizzontale o in verticale, senza un listello non posso stare. Conservo, coccolo o nascondo foto, ricordi ed emozioni."

 

"Mi vedi? sono qui! q|perpetuo è il mio nome, un quaderno perpetuo piccolino. Mi rinnovo inserendo ogni volta nuovi fogli A4, piegati in quattro e tagliati in due. Sono fantasioso ed elegante, realizzato con semplicità. Ho anche una tasca segreta!"



"Se ti stai chiedendo cosa sono, ecco qua te lo dico subito! Sono tascapetite, una piccola tasca colorata, posso contenere un cd o stringere a me, grazie ad un elastico rosso, una foto o un ricordo da condividere. Portami con te, nascondimi in un cassetto segreto o appendimi ad un chiodo o all’albero di Natale." 

martedì 23 maggio 2017

Les Friches al nido d'Infanzia Girotondo di Corridonia.



Nella mattina di sabato 13 maggio, in occasione di una delle due giornate di Nidi Aperti, una nostra attività genitore-figlio è stata ospitata all’interno del nido d’infanzia comunale “Girotondo” di Corridonia.




Il laboratorio “Nascondigli” è stato fortemente voluto dal comitato dei genitori del nido, che conoscendo e stimando il nostro modo di lavorare con quella specifica fascia d’età e sul Fuori, ci hanno coinvolto in questa bella e preziosa iniziativa, con il supporto delle educatrici e del Comune di Corridonia. 




La progettazione della nostra attività ha tenuto conto sia del bambino sia della famiglia, proponendo ai genitori un’esperienza educativa in un contesto esterno a quello familiare, con il nostro supporto e con una attenta selezione di materiali nudi,  di riuso e destrutturati, a loro disposizione.   




Una mattinata in giardino che ha coniugato il piacere della convivialità con la curiosità del fare, l’imprevisto con l’educazione all’aperto, il lavorare insieme con il divertimento puro. Partendo dalla semplicità dei gesti e giocando con la spontaneità dei bambini, l’attività è riuscita a coinvolgere tutti  i presenti  rispettandone i tempi e i ritmi e stimolando la contaminazione tra competenze e diverse modalità di apprendimento. Questo anche per ribadire l’importanza fondamentale per i bambini del gioco libero tra bambini di diverse età




I genitori hanno contribuito alla realizzazione di alcuni contesti esperienziali , attraverso piccole e semplici azioni, condividendo saperi e professionalità diverse e sviluppando il loro pensiero progettuale creativo.  Una mattinata sotto il segno del #LesFrichesStyle per mostrare quanta ricchezza c’è nel Fuori, quante potenzialità sa celare un materiale e come l’apprendimento passi attraverso la spontaneità,  l’autonomia del bambino. Tutto questo senza dimenticarsi l’importanza del gioco e dello stare insieme all’aperto.   




L’attività è stata poi documentata anche da un punto di vista fotografico, aspetto al quale si è data una particolare attenzione creando un album digitale, nell’ottica di lasciarlo come ricordo alla struttura ospitante, e permetterne la fruizione, ad altre famiglie, durante la seconda data di Nidi Aperti (sabato 20 maggio).  



Abbiamo sempre molta attenzione per la partecipazione delle famiglie, viste come protagoniste di un’attenta riflessione e coinvolte direttamente nella trasformazione dei servizi educativi. Per questo è importante organizzare eventi rivolti  al personale dei servizi educativi e alle famiglie, anche per sottolineare il bisogno di un’educazione naturale: il diritto dei bambini di giocare all’aria aperta, come opportunità di benessere, crescita e apprendimenti.